Prorogate anche per il 2019 le detrazioni “bonus casa” per lavori di ristrutturazione (con acquisto di mobili), riqualificazione energetica (ecobonus), sistemazione di terrazzi e giardini (bonus Verde) e sismabonus (scadenza nel 2021). Confermate sia le regole di accesso al beneficio fiscale, sia le percentuali di detrazione. Stando ai calcoli forniti dal Cresme (Centro di ricerche di mercato, servizi per chi opera nel mondo delle costruzioni e dell’edilizia) riportati dal Sole 24 Ore, questa tipologia di sgravi fiscali ha incoraggiato investimenti per 292,7 miliardi di euro, dei quali 28,6 miliardi soltanto per il 2018.

Vediamo nello specifico di che cosa si tratta.

Ristrutturazioni. L’aliquota del 50% prevista per la detrazione per i i lavori di manutenzione straordinaria e ristrutturazione si applicherà, dunque, per tutte le spese di qui a fine anno. Tetto massimo per ciascun appartamento confermato a 96.000 euro. Detrazione ammessa anche se a pagare è il familiare convivente del proprietario, e in caso di coppie di fatto. Indispensabile utilizzare il bonifico dedicato sul quale occorre indicare espressamente il codice fiscale del soggetto che usufruirà della detrazione. Le banche, infatti, hanno l’obbligo di comunicare questi dati alle Entrate ai fini della messa a punto della dichiarazione precompilata, così che a far testo è ormai esclusivamente questo dato, per cui occorre prestare la massima attenzione alla compilazione del bonifico. In caso di interventi di risparmio energetico pagati con il bonifico per ristrutturazioni quali ad esempio cambio di infissi, acquisto di climatizzatori o di boiler a gas, pannelli fotovoltaici, stufe a pellett, occorre anche inviare una comunicazione all’Enea sull’apposito sito dedicato alle ristrutturazioni, entro 90 giorni dal termine dei lavori.

Bonus mobili. In questo caso la spesa massima è pari a 10.000 euro e si deve tener conto di quanto, eventualmente, già speso lo scorso anno per lo stesso appartamento. Obbligatorio il pagamento con strumenti tracciabili (bonifico, carta di credito, bancomat) ma non occorre necessariamente utilizzare il bonifico dedicato alle ristrutturazioni. Chi acquista elettrodomestici (forno, frigo, lavatrice, piano di cottura elettrico) deve però inviare la comunicazione all’Enea, entro 90 giorni dall’acquisto.

Bonus verde. Per chi decide di risistemare il gradino o la terrazza, poi, è in sempre vigore la specifica agevolazione, ossia la detrazione del 36% su una spesa massima di 5.000 euro. Necessario rivolgersi a un giardiniere, in quanto le agevolazioni non sono ammesse per i lavoretti “fai da te”. Obbligatorio anche in questo caso il pagamento con strumenti tracciabili ma non il bonifico dedicato.

Ecobonus. Altri 12 mesi anche per usufruire delle aliquote del 65% o del 50% per gli interventi di risparmio energetico. L’aliquota più alta si applica sui lavori che garantiscono un risparmio più elevato come coibentazione, sostituzione di impianti di riscaldamento con caldaie a condensazione corredate di termo valvole, pannelli solari. Bonus al 50% invece per nuovi infissi, schermature solari, caldaie a biomasse. Anche in questo caso per i pagamenti obbligatorio il bonifico dedicato all’ecobonus, e detrazione inserita direttamente nella dichiarazione precompilata.

Lavori condominiali. Con le stesse regole sono confermate anche le agevolazioni fiscali i lavori in condominio, bonus verde compreso. In questo caso, però, tutta la burocrazia è a carico dell’amministratore.

Sismabonus. Nessuna modifica o novità per le spese sostenute per gli interventi antisismici su edifici (adibiti ad abitazioni ed attività produttive) ubicati nelle zone 1 e 2 (zone sismiche ad alta pericolosità) che scade, come già previsto, il 31 dicembre 2021. Ripartita in 5 quote annuali di pari importo con un limite massimo di spesa pari a 96mila euro per unità immobiliare per ciascun anno. Confermate le percentuali di detrazione dal 50% al 70% se l’intervento determina il passaggio ad una classe di rischio inferiore e fino al’ 80% se l’intervento determina il passaggio a due classi di rischio inferiori. Nei condomini, il bonus può raggiungere il 75% se l’intervento determina il passaggio ad una classe di rischio inferiore e 85% se l’intervento determina il passaggio a due classi di rischio inferiori.


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