Nel 2017 erano state iscritte 60.238 procedure di esecuzioni immobiliari e in un anno ne sono state realizzate 10.616 unità con uno smaltimento del 17,62% che le fa scendere a 49.622 euro. La produttività dei tribunali continua a crescere e il numero dei procedimenti definiti è maggiore del 26% di quelli dello scorso anno.

E’ quanto emerso nel tavolo di studio sulle esecuzioni italiane, organizzato a Roma dall’Osservatorio T6

Il report sui Tempi dei Tribunali Italiani 2018, presentato ufficialmente durante il Convegno per il terzo anno consecutivo, ha rilevato due importanti elementi: la diminuzione del numero esecuzioni immobiliari iscritte in Italia nel 2018 e l’aumento della produttività dei tribunali. Nel corso del Convegno è anche emerso che continuano a diminuire i tempi di definizione: lo scorso anno la media nazionale era stata di 5 anni e, invece, nel 2018 siamo passati a 4,21 anni recuperando 289 giorni circa sull’anno precedente.

 La produttività dei tribunali continua a crescere e il numero dei procedimenti definiti è maggiore del 26% di quelli iscritti (lo scorso anno era stato dell’11%) con un saldo positivo di oltre 13.000 pratiche. Ben 115 tribunali scendono sotto la media dello scorso anno. Per ciò che concerne le città si registra il cambio al vertice della classifica con Napoli Nord che sorpassa nuovamente Trieste con Bolzano sul terzo gradino del podio.

Preoccupa, però, la grande quantità di procedimenti pendenti, circa 240.000 di cui il 14% di anzianità superiore ai 10 anni, con alcune regioni, soprattutto del sud, che hanno accumulato un arretrato difficilmente smaltibile in tempi brevi.

 Ha concluso il convegno il Presidente dell’Osservatorio T6, Stefano Scopiglii. “Si deve avviare una profonda riflessione per valutare se lo strumento dell’esecuzione immobiliare possa rappresentare la soluzione al fenomeno dei NPL, – ha affermato Scopigli, – la durata delle esecuzioni migliora, ma appare scadente la capacità di ripagare i crediti vantati, penalizzando eccessivamente i creditori”. 


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