Scende il mercato immobiliare in tutto il territorio della Ue, con un volume totale che nel primo semestre di quest’anno ha generato un fatturato di poco più di cento miliardi di euro, vale a dire il tredici per cento circa in meno rispetto al primo semestre 2018.
Si tratta di un rallentamento fisiologico che era stato previsto e che, analizzato in relazione ai diversi segmenti che compongono il settore, fornisce elementi di discontinuità. Certamente il segmento residenziale (living) si conferma il più vivace insieme a quello degli uffici. Il settore che invece conferma anche nel 2019 le maggiori difficoltà è quello commerciale (retail). Nel comparto terziario la discesa degli investimenti segna al momento un calo del sei per cento rispetto all’anno precedente, in compenso la quota di mercato sul totale degli investimenti effettuati è cresciuta al 46 per cento segnando un nuovo record. In effetti questo significa che quasi il cinquanta per cento degli investimenti totali fatti in Europa si rivolge al mercato degli uffici.
La capitale più interessante dove investire è Parigi, dove nei primi mesi del 2019 sono già state chiuse due operazioni da un miliardo di euro l’una. La capitale francese ha nettamente sorpassato Londra dove gli investimenti in generale sono calati del 39 per cento rispetto al primo semestre 2018. Il fattore che blocca soprattutto gli investitori è in questo momento, sia nella City che nelle altre principali zone del centro di Londra, la mancanza di offerta soprattutto di interi nuovi palazzi ad uso terziario. In sintesi, gli investitori internazionali non investivano così poco a Londra dal 2010 (meno di un miliardo di sterline nel secondo trimestre 2019). Berlino, fra le principali città della Germania, è l’unica che ha visto aumentare ancora gli investimenti immobiliari: a fine semestre è stato registrato un nuovo record di crescita del 67 per cento rispetto al 2018. Se nel nord Europa il clima per gli investitori si sta raffreddando, non si può dire lo stesso per i Paesi del sud del continente europeo. A Madrid e Barcellona, i volumi investiti nell’immobiliare sono cresciuti a tripla cifra (più 150 per cento in media), con gli investitori soprattutto impegnati sui fronti del mercato terziario e residenziale. Milano, rappresenta la realtà italiana che attira la maggior parte degli investimenti. Solo nel primo semestre di quest’anno la crescita è stata del 56 per cento rispetto al 2018.
Un altro comparto che rimane molto positivo, seppur registrando una leggera frenata nel primo semestre di quest’anno (meno quattro per cento), è il residenziale in tutti i suoi asset alternativi (multifamily, senior housing, student housing, coliving e social housing) che negli ultimi tre anni hanno attirato sempre più investitori. Solo nel segmento delle residenze per studenti, in questi ultimi dieci anni in Europa gli investitori sono passati da meno di un miliardo di euro ai quasi dieci miliardi di fine 2018. Per il 2020 la stima è che saranno almeno dodici i miliardi investiti. Per i prossimi anni la tendenza allo sviluppo è confermata anche grazie alla crescita demografica, l’aumento della popolazione studentesca e delle aspettative di vita dei cittadini europei. Il mercato della casa registra anche nel 2019 prezzi in crescita in tutti i Paesi europei, ad eccezione dell’Italia, e i Paesi che stanno maggiormente attirando l’interesse degli investitori sono, in ordine di importanza: la Francia, la Spagna, la Germania, il Regno Unito, l’Austria e l’Olanda.

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