Il trend positivo per il mercato dei mutui proseguirà anche nel 2019.

E’ quanto emerge dalla nuova edizione della Bussola Mutui, il bollettino trimestrale firmato CRIF e MutuiSupermarket.it.

Dopo una stabilizzazione a livelli minimi storici durante i primi 9 mesi dell’anno, i migliori spread di offerta nel quarto trimestre 2018 e a inizio 2019 crescono mediamente di uno 0,20%, per mutui a tasso sia variabile sia fisso.

Grazie alla graduale ripresa del settore immobiliare, supportato da condizioni di mercato favorevoli, prosegue la ripartenza delle operazioni di finanziamento con finalità acquisto casa e, quindi, la crescita del mercato dei mutui nel suo complesso.

Gli ultimi dati Banca d’Italia confermano la crescita del mercato dei mutui e registrano nel terzo trimestre 2018 un incremento dei nuovi flussi di mutui erogati pari al +10,0%, rispetto al +7,6% del secondo trimestre e -6,2% del primo trimestre 2018.

Per una operazione di mutuo di 140.000 euro, durata 20 anni, valore immobile 220.000 euro, i migliori spread a gennaio 2019 per i mutui a tasso variabile si posizionano allo 0,9% e per i mutui a tasso fisso si attestano attorno allo 0,2%.

Con riferimento ai mutui a tasso fisso, la riduzione degli indici IRS (-0,2% fra ottobre 2018 e gennaio 2019) ha continuato a sostenere la scelta dei consumatori verso il tasso fisso, che nel quarto trimestre 2018 ha spiegato circa il 68% del totale preferenze: sicurezza e rischio a zero per il cliente e per le banche una buona opportunità di fidelizzare i nuovi mutuatari sul lungo termine.

Questa situazione di spread particolarmente appetibili per chi compra casa tiene alto l’interesse di privati e famiglie nei confronti delle nuove operazioni e sulle richieste di surroga che transitano in particolare sul canale internet.

Il peso delle richieste con questa finalità è arrivata a spiegare circa il 34% del totale delle richieste raccolte sul canale internet (canale che rappresenta una vera e propria cartina tornasole per questo segmento), leggermente in crescita rispetto a un’incidenza del 33% rilevata nel terzo trimestre 2018, seppure ancora ben al di sotto dei picchi degli anni precedenti.

Cosa aspettarci quindi per il 2019?

“Lo spread BTp-Bund segna una situazione di rientro dall’emergenza finanziaria – spiega Stefano Rossini Amministratore e fondatore di Mutuisupermarket,- con valori odierni attorno ai 250 punti base dopo aver toccato i 320 nello scorso novembre.

Di conseguenza, il caro mutui tanto atteso si è per ora concretizzato solamente in un lieve ritocco dei migliori spread di offerta fra fine 2018 e inizio 2019, pari a circa 20 punti base, sia sui mutui a tasso fisso sia su quelli a tasso variabile.

La contrazione degli indici IRS di circa 20 punti base registrata sugli ultimi 3 mesi, – continua Rossini – conferma altresì un clima di aspettative positive per quanto riguarda l’andamento dei tassi sul lungo periodo, nonostante il termine a fine 2018 del programma di QE della BCE.

Il livello attuale dei tassi di offerta sui mutui, non troppo distante dai minimi del 2018, potrebbe quindi protrarsi sui prossimi mesi, sostenendo la domanda di mutui sia per acquisto casa sia per surroga.

L’evolversi del dialogo politico a livello nazionale e internazionale, l’accentuarsi di tensioni sui mercati finanziari, le prospettive di crescita economica e reddituale, sono tutti elementi che influenzeranno direttamente il clima di fiducia di privati e consumatori, elementi che dovranno essere osservati di trimestre in trimestre e che spiegheranno la conferma o la decelerazione delle dinamiche positive che oggi stiamo osservando”, conclude Rossini.


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