E’ attualmente in discussione in Commissione Finanze la proposta di semplificazione della tassazione immobiliare.
Gli obiettivi della nuova legge:
  • riduzione della tassazione attraverso la fusione tra IMU è la TASI
  • semplificazione nella determinazione dell’imposta con un unico testo normativo che disciplina le imposte dirette locali sugli immobili.
Il disegno di legge propone sconti mirati per alcune categorie di immobili, in particolare: 
  • case sfitte
  • inagibili
  • occupate abusivamente
  • terreni incolti
  • capannoni delle imprese che hanno chiuso la produzione.
 I principi fondamentali della proposta di legge:
  • la tendenziale invarianza di gettito, che deve tenere conto anche dell’innalzamento della percentuale di deducibilità introdotta dal disegno di legge di Bilancio;
  • la necessità di definire a regime l’aliquota massima al 10,6 per mille, individuando soluzioni condivise con le amministrazioni locali che, non sottraendo risorse ai comuni e al contempo non innalzando la pressione fiscale sui contribuenti;
  • una semplificazione del rapporto degli enti locali con i cittadini, che consenta a tutti i comuni di inviare ai contribuenti un bollettino precompilato per il pagamento delle imposte immobiliari locali;
  • la semplificazione anche delle delibere comunali in materia di imposte immobiliari, con lo scopo di predisporre un modello uniforme e semplificato di delibera in materia di tassazione immobiliare locale.
Quali categorie saranno esentati dalla nuova IMU:
  • gli immobili posseduti dallo Stato, dai comuni, dalle regioni, dalle Atti Parlamentari, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali;
  • i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9;
  • i fabbricati con destinazione ad usi culturali;
  •  i fabbricati destinati esclusivamente ad attività religiose;
  • i fabbricati di proprietà della Santa Sede;
  • i fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali per i quali è prevista l’esenzione dall’imposta.
Anche i terreni agricoli che corrispondono alle seguenti caratteristiche saranno esenti:
  • se posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali;
  • se localizzati nei comuni delle isole minori di cui all’allegato A della legge 448/2001;
  • se la destinazione agrosilvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile, è immutabile;
  • se ricadenti in aree montane o di collina.

In quali casi la base imponibile potrebbe essere ridotta:

Il disegno di legge prevede che nuova IMU legata al possesso di immobili, eccetto l’abitazione principale, sempre che sia un’unità abitativa classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

Ricordiamo che la base imponibile dell’importo è costituita dal valore degli immobili: per quelli accatastati, il valore risulta da quello ottenuto applicando all’ammontare delle rendite risultanti in catasto (valide al 1° gennaio dell’anno di imposizione), rivalutate del 5%.

Quali i casi per cui la base imponibile si potrebbe ridurre del 50%:
  • per i fabbricati di interesse storico o artistico;
  • per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili, quindi di fatto non utilizzati nel periodo dell’anno in cui valgono tali condizioni. Per dichiarare un immobile inagibile o inabitabile, è necessario un accertamento da parte dell’ufficio tecnico del comune, e la perizia necessaria per la produzione della documentazione è a carico del proprietario.
  • per le unità immobiliari concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, sempre che il contratto sia registrato, che il comodante abbia un solo immobile in Italia e risieda (e dimori) nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato.
La deducibilità è ammessa anche ai fini delle imposte sui redditi per gli immobili strumentali.

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